Come molte troiette del grande e piccolo schermo, dalla settimana prossima andrò in un centro di riabilitazione, chiamato Casa Mia.
Ci resterò per un mesetto, tentando di ristabilirmi dall’iperesposizione ai rapporti umani che ho avuto negli ultimi mesi.
I miei intenti sono:
- leggere migliaia di libri
- guardare migliaia di film
- drogarmi con qualche serie tv
- dormire fino a mezzodì almeno 4 giorni a settimana
- riprendere contatto con mia madre, che ormai mi crede un’affittuaria
- entrare nella caverna e trovare il mio animale guida
Inoltre dovrò trasferirmi (pian piano, eh… che fretta c’è?) nella nuova casa di Modena, decidere cosa portarmi dietro e cosa lasciare.
Comunque non è che farò l’eremita, no, no. Semplicemente durante il giorno cercherò di godermi un po’ di solitudine. Poi, a chiunque di voi nel mondo mi chieda di uscire, è impossibile che dica di no, a meno che io non stia vomitando sangue. Dopotutto, non sono ancora pronta ad abbandonare sesso, droga e rocchenroll.
Spero in un Agosto strano come il resto dell’estate già trascorsa. Spero in un mese di sciiiivola e di leggerezza.
Di non esser più scura e triste come Meredith Gray. Di essere più uomo e meno donnetta.
no, no, in realtà la cosa in cui spero di più è che nel prossimo video Avril Lavigne faccia vedere almeno un po’ le tette.
L’altro ieri ho dormito nella cameretta, il fidanzato molesto ha dormito sul divano.
Siamo stati messi in fuga da una vespa. Ridete, ridete, babbei, fatto sta che la vespa era un cosone lungo 5 cm e che si attaccava al tubo dell’aspirapolvere senza entrarci (sì, l’aspirapolvere era acceso).
Ancora una volta ho pensato alla nostra inferiorità nel mondo animale.
Il fidanzato molesto appella sempre i chiwawa e Marla come ultimo anello della catena alimentare, ma se lo lasciassi solo in un bosco non gli rimarrebbe altro da fare che mangiare radici o farsi adottare da un orso.
ps - spero solo che la brespa in questione, catturata il giorno innanzi (indebolita da una notte in quel forno della nostra camera), non abbia figliato sotto il nostro letto.
e sti cazzi: sono mesi che rompo le balle a tutti per andarli a vedere e poi me ne dimentico!!!
stasera forse alla fine vado a una festa della treviso indie, da quel che ho capito ci son proprio tutti tutti… ma poi ste cose mi piacciono fin lì (chi mi conosce lo sa) per cui mi sa che sto in casa a guardarmi tutta la trilogia dei pirati dei caraibi e vaffanculo!
a treviso. fiumi di rosso e cascate di ciccia. altro che balle!
non vedo l’ora.
unico problema? i probabili 13 km di coda che mi aspetteranno in zona mestre.
o mi guardo un paio di film in coda (metti anche 3 o 4) o faccio strade basse.
propenderei per la seconda ipotesi.
altrimenti mi porto il libro e mi addormo…
vedremo
Sono pochi. Soprattutto per chi non ha un impiego comunale.
Quindi ieri per la prima volta con una mano al cestino della spesa e un dito indicante la pancia mi sono presentata alla cassa prioritaria per gravide e sono passata.
E un vecchietto ha commentato: “Tra un po’ verranno con l’attestato di gravidanza alla prima settimana pur di saltare la coda”
Sono al settimo mese, vecchio idiota, non tutte sono sfondate come tua moglie. Ma sei un uomo, cosa vuoi capirne…
La mia amica della scuola materna mi ha detto che è molto contenta che metta al mondo un maschio, perché di donne intelligenti ce n’è un po’ in giro, ma gli uomini vanno plasmati meglio.
dovrò avere un assistente per aprire ogni pagina web. Tipo un assaggiatore. Uno che dia uno sguardo veloce prima di me e mi dica se posso procedere alla lettura.
non potrò guardare i titoli dei tiggì. Dovrò stare pronta con il telecomando a cambiare al primo accenno di “lo sapevate che…?”.
il mio pendolarismo sarà necessariamente accompagnato dall’iPod con volume al massimo, sempre con la batteria carica, sempre con musica assordante. Perchè il paese è piccolo e la gente mormora.
dovrò stare attenta agli oggetti delle email che mi arriveranno, perchè ho già ricevuto minacce dal mio amico spoileratore professionista. Io ho risposto “se lo fai, ti strappo le palle”, ma non credo che servirà.
Insomma, mi aspettano giorni da sorda-cieca, finchè Amazon non si scomoderà a mandarmi Harry Potter and the Deathly Hallows.
La vita imita l’arte più di quanto l’arte non imiti la vita, dice Oscar Wilde, e io sono sempre più d’accordo, anche se al posto della parola Arte inserirei Serie TV. Mi sono ritrovata infatti in una serie di situazioni che non credevo possibili nella vita vera, o meglio, non credevo possibili tutte insieme contemporaneamente. Non ho mai creduto nei Deus ex Machina, ma sto cominciando a ricredermi.
Roba che nemmeno a progettarla, sarebbe stata possibile. Roba che “si, si, vabbè, che stronzata, proprio mentre aveva il pene nella crostata doveva entrare suo padre” oppure “si, proprio la migliore amica del fratello della compagna di stanza della scopamica di mio cuggino dovevo incontrare in Islanda a mangiare testicoli di montone“. Non che mi siano successe queste cose, era solo per far capire l’atmosfera…
Comunque, non è di quali siano queste mie esperienze di vita che voglio trattare (eh… speravi ced..). Il mio intento è la riflessione su quanto sia straniante rendersi conto di vivere in Dawson’s Creek, e quanto allo stesso tempo sia reale e un po’ doloroso.
Già so che i miei compagni del Cast of Characters non saranno d’accordo e me la meneranno dicendomi che è tutto nella mia testa. A quel punto la mia risposta sarà: beh, non sai cosa ti perdi. Perché la ricerca delle analogie tra Arte (Serie TV in questo caso) e Vita è uno dei miei più grandi piaceri. Le metafore mi nutrono. Il cinismo di paragonare se stessi e gli altri a Joey Potter o Tre Cuori in Affitto mi rende orgogliosa e mi permette di vedere con leggerezza molte situazioni che altrimenti mi metterebbero ko.
C’è che però non è del tutto vero. Questa mia tendenza al parallelismo non mi salva sempre. Chè dopotutto sono una donnetta, e le donnette crollano, prima o poi.
C’è anche che la puntata con il ballo, o quella con tutti che vanno all’università, o ancora quella con il “dopo rischi indicibili e traversie innumerevoli, ora siamo tutti amicici e volemose bbene” potrebbe anche esserci, o esserci stata, però non sarà mai la puntata finale della serie. A meno che qualcuno non spenga la tv.
Ma la consapevolezza che non c’è uno sceneggiatore, e che almeno le mie azioni sono sotto il mio controllo ogni tanto mi fa dire:
Ma ’sticazzi!
Troieggia o fai l’eremita, ma scegli!
Che in realtà il personaggio non esiste!
è lento e palloso: mai fumato abbastanza per apprezzarlo.
poi ti ritrovi in un ristorante vegetariano lituano e senti questi Hokshila & B.J. Fighters.. bravi bravi.
e segnalo anche i soul rebel (pure mojan reggae style)
Una di quelle volte che pensi che vada tutto in merda, poi invece…
Venivo da una giornata emotivamente orrenda, e non credevo di potermi godere (e nemmeno apprezzare) questo concerto. Poi alcuni fattori si sono amalgamati nel modo giusto ed è stata una gran serata.
Eravamo in tre: io, il mio ex moroso e la mia amichetta quindicenne con gli occhi a cuore (Ced). La scelta della compagnia è stata perfetta, il viaggio pure, la location l’apoteosi del fiabesco.
… e il concerto…. eh…
Uno di quelli in cui non sai se osservare rapito i pazzi sul palco o lasciarti prendere dalla musica. In cui non riesci a smettere di guardare quello spilungone dai capelli rossi che batte con le bacchette da batteria su un neon e su un casco da moto. In cui tu, nana, salti e ti maledici perchè vorresti avere quei 30 centimetri in più che invece hanno i tuoi compari. In cui lasci lì i tuoi compari e ti infiltri più all’interno perchè ti illudi di veder qualcosa. E magari ci riesci. E ti senti bene e ti dimentichi di te stessa anche continuando a pensare alla tua vita che imita le serie tv. Perchè vedi solo quei pazzi sul palco. Che godono ad ogni suono. Che si dimenano e cantano e suonano e saltano.
E io ho sorriso tutto il tempo. Perchè mi han fatto sentire la pace e l’oblio. Perchè ringraziavo la Birra per esserci e Ced per essere vecchio e avere quindici anni e il Rouge perchè era di nuovo quello che mi capisce con uno sguardo.
e… no, non avevo per nulla l’emo acceso. Ero cinica e solare. Viva e notturna. É stato stamattina che mi si è scatenato il sentimentalismo.
mercoledì sera sono a ferrara per gli arcade fire.
ho già i biglietti e sono entusiasta della cosa.
ieri sera leggo che la stessa sera c’è lou reed gratis a torino.
bologna-torino sono circa 4 ore e dovrei trovare un modo per vendere il biglietto.
e poi è un casino.
quindi in realtà ho già scelto.
ma mi piange il cuore.
In biologia, il commensalismo (od inquilinismo) è un interazione simbiontica non obbligatoria fra due esseri viventi in cui uno approfitta del nutrimento o degli scarti dell’altro senza procurare sofferenza o disturbo. Un organismo tra i due trae dei benefici dall’altro e l’altro non è né danneggiato né aiutato.
Beh, questo è il mio caso. Sui 22 giorni passati, ho dormito a casa solo 5 notti.I miei ospiti sono stati tre. Una soprattutto, nella cui casa libera dalla coinquilina scassamaroni ho passato 14 notti su 18.
Povera donna.
Le devo:
latte
caffè
biscotti
acqua (da bere e per lavarsi)
bagno schiuma
shampo
deodorante
spazio
aria
ore di sonno
Inoltre mi ha dato inusufrutto gratuito una bicicletta, con cui ultimamente faccio spola tra casa sua, la stazione e l’università.
Cosa ci ho guadagnato io è facile da intuire. Perchè lei mi permetta di sfruttarla, invece, non mi è ben chiaro.
Credo si tratti di quella strana relazione chiamata amiciza adolescenziale.
Lo so, lo so, sono in ritardo di quasi 10 anni. Ma ritengo che un po’ di No Future si debba provarlo, almeno una volta nella vita. Questo è l’anno, per me. Spero finisca, prima o poi.
… ma non troppo presto…