Se
02 October 2009
pubblicato da Se alle 18:13
Riuscirò a ricominciare l’assemblaggio dei pezzi solo quando rimetterò in funzione il mio iPod. Quando farò quel che fa Billy Idol e non quel che fa Liv Tyler. Ora ho una bici e un catenaccio. In mezz’ora posso raggiungere qualsiasi luogo.
Mi aspetta un weekend normale, in fondo, ma io lo vedo come il più tranquillo da un bel pezzo. Andrò a vedere la storia dammmOre con i paradossi temporali, dormirò fino a tardi, farò millemila lavatrici e cercherò di dedicarmi al cinema di qualità invece che al trash pop e al feed reader.
In un altra nazione ci saranno quattro amici al bar, in odore di omicidio o di pacche sulle spalle, non saprei dire. Non so nemmeno cosa sperare, a dire il vero. Vorrei solo far evolvere con uno schiocco di dita certe componenti della mia vita, e certe della vita di altri, per gustarmi un po’ di vecchiaia.
Ho recuperato qualcosa, negli ultimi 7 giorni, che credevo di non volere nemmeno più. Invece sono felice, e sono felice di esserne felice. Altro l’ho messo a punto nelle ultime settimane, con solo un minimo di istruzioni e di bicarbonato. Continuerà a funzionare? Avrò davvero disinserito la funzione centrifuga? O forse sarà proprio quello a fregarmi?
Non esistono fatti, solo interpretazioni, dice Nietzsche. Forse, ancora una volta, è solo questione di insiemi, di sottoinsiemi e, soprattutto, di sistemi di riferimento. Se io mi sento fermo, ma tu mi vedi in movimento, beh, credo non ci sia null’altro da tentare.
04 May 2009
pubblicato da Se alle 13:09
Intendiamoci: Insiemistica, al liceo, l’ho fatta, e mi piaceva assai. Ora non ricordo quasi più nulla, tranne i concetti di Unione, Intersezione e Sottoinsieme. L’intersezione di un sottoinsieme B con il suo sovraisieme A dà come risultato B. Ora: se io volessi eliminare tutti gli elementi dell’insieme B, invariabilmente perderei anche alcuni elementi dell’insieme A. Quello che mi devo chiedere è: B è un insieme proprio o imporoprio? In altre parole, tutti gli elementi di A sono contenuti in B, rendendo B conicidente ad A?
Perchè, a quel punto, eliminare il sottoinsieme B comporterebbe rendere A un insieme vuoto.
Si dice Meglio soli che mal accompagnati. Sono d’accordo. Devo solo riconoscere tutti gli elementi che verificano una determinata proprietà P e posizionarli nell’insieme appropriato.
29 January 2009
pubblicato da Se alle 23:18
Ho voglia di scrivere. Non stasera, ormai il letto mi aspetta. Ma è un bel po’ che non mi guardo. Ieri ho finito la Tesi, quindi ora posso tornare a crogiolarmi e piagnucolare. Uh, vi mancavo, nevvero?
26 November 2008
pubblicato da Se alle 0:31
D’ora in poi, dovrò stare attenta alla settimana del 24 novembre. Succedono le cose che devono succedere. I primi baci, le rotture, le carte in tavola.
Data non infausta, ma crudele.
A due giorni dal climax sono nella fase del torpore, e contemporaneamente della collera. Come per i bioritmi, anche le fasi di elaborazione del lutto per me sono mescolate.
Credo di avre sbagliato molte cose, ma di non essere l’unica. Sono stanca. Sono delusa. Sono infuriata. Di e con ogni forma di vita. Credevo fosse un’amicizia importante, ma forse era solo potente.
Quello su cui si fondava tutto, lo abbiamo gettato. La limpidezza. Eravamo capaci di dirci ogni cosa senza mettere al primo posto l’istinto di evitare all’altro dolore o fastidio. Era per quello che tanto mi sentivo forte. Che tanto mi sentivo al sicuro.
Voglio ritrovare le forze per aver voglia di ricostruire, ma non so se per questo io debba mettermi a riposo o buttarmi nella mischia. Senza calcolo, oggi sto scegliendo la prima.
Per ora, sono qui, se c’è qualcosa che vuoi chiedermi o dirmi. Ma ho paura che da me non verrà nulla per qualche tempo. Ho troppo dolore arretrato da gettare al vento. Troppa rabbia ingiustificata da trasformare in esperienza. Troppe cose più contingenti ed urgenti di un innamoramento sbagliato, da portare avanti e far evolvere.
A presto.
03 November 2008
pubblicato da Se alle 0:42
Halloween è passato anche quest’anno, di nuovo senza spargimento di sangue.
Ho la carne greve al collo e ai polpacci. Solo per aver ballato. Sono un cadavere.
L’ubriacatura è stata del grado giusto. Niente vomitilla, niente molestia.
Alcuni momenti di oscurità si sono presentati. Non li ho affrontati con saggezza, come al solito, ma rifugiandomi nel body bag.
Ho continuato a guardare la camera di fianco al bagno con Mah…. come sottotitolo.
Ho letto poco, mangiata una quantità di patatine non appropriata al’evento e sentito lo spirito del luogo piuttosto lontano da me.
Forse perchè mancava Vanity Fair. O forse no.
Mi sono preoccupata di tutto quello che poteva turbarmi, senza invece cercare ciò che volevo. Sono delusa e turbata.
Sto guardando High School Musical 1. E no, non mi sta piacendo.
30 October 2008
pubblicato da Se alle 2:20
Sul momento non me ne sono resa conto. Solo dopo, sul treno, di notte, tornando a casa. Oggi ho riassaggiato e riconosciuto cosa mi manca così tanto della mia vecchia vita. Non baratterei ciò che non ho ora con cosa avevo allora, ma quello resta comunque qualcosa che rimpiango ed anelo.
Un uomo seduto sul letto che suona la chiatarra, e io lì di fianco che leggo, dormicchio e ascolto. L’ipnotico meccanismo del cercare gli accordi giusti accompagnandosi con la voce. Io guardo, ascolto ed assorbo, e mi sento immersa totalmente. Ammiro e giudico. Mi perdo ma capisco.
Era tanto, e mi mancava.
Lo avevo dimenticato. Non mi si incanta solo con le parole.
02 September 2008
pubblicato da Se alle 20:18
Una situazione già vissuta, una domanda maliziosa e divertente, e io crollo. Non credevo di sbroccare. No. Dopotutto, ho sempre sentito in me una porzione di dolore mista al più evidente compiacimento imbarazzato. Questa volta, invece, c’era solo il dolore. E avrei voluto essere quella che ero un anno e mezzo fa, che sentiva ancora un po’ di quell’onnipotenza da quindicenne in ritardo. Perchè io, un anno fa, il dolore lo sapevo condividere con quelli a cui volevo davvero bene.
Ho usato i 12 mesi precedenti a darmi delle priorità, nel risolvere le questioni che sentivo necessarie. Ne ho affronata una, poi ci ho dato a mucchio. Sono passata alla seconda, e non so sinceramente come sia andata. Poi poi poi. E poi sono arrivata ad aver trascurato cose che mi sembrano ormai senza possibilità di evoluzione, oltre che di eradicamento.
Quando perdo l’abitudine all’intimità intellettuale, poi mi succede così. Divento una donnetta incomprensibilmente sofferente. Non che speri che la gente mi legga nel pensiero, no!! Solo, l’istinto di scappare soverchia ogni cosa, facendomi sembrare isterica e assurda mentre provo a combatterlo con le armi della razionalità.
Non ho più niente da perdere, come direbbe qualcuno. Non lo so. Non ho voglia di provare di nuovo quei picchi di sofferenza. Non sono nella mia fase eroica. Piuttosto, vorrei che la soluzione mi fosse calata dal cielo. Oppure, un nuovo e sconosciuto punto d’attrazione.
Oppure si, anche una bella scopata.
26 August 2008
pubblicato da Se alle 2:40
Questi ultimi viaggi in treno mi scatenano una gran volgia di scrivere post. Me ne creo almeno due a volta. Poi arrivo a casa, ed è tutto sparito. Sia le parole che la voglia.
Ultimamente non sono mai soddisfatta di quel che scrivo. Ho una grande urgenza di farlo, e per questo, poi, non li curo. C’è poi che vorrei scrivere di tanto altro, non pubblicabile così pubblicamente (sigh..), quindi, quando mi trovo in questo luogo succedaneo della famigerata pagina bianca, riesco a trovare le parole giuste solo per i miei pensieri più privati.
si si, lo so, che palle…
Fra una settimana dovrò tornare alla solita routine. Il problema è che per me la routine sarà fatta primariamente delle solite questioni irrisolte che si portano dietro nostalgie che si portano dietro rabbie che si portano dietro paranoie e che alla fine, in tutto questo marasma, fanno nascere un grande e solenne ’sticazzi!! , il quale mi fa ancora sperare in un cambiamento. Sempre per la questione che se vuoi, puoi.
Dopo quest’ultimo periodo piuttosto intricato rispetto al mio solito fraseggiare, mi ritiro nel mio sonno e spero in una non lontana epifania.
17 August 2008
pubblicato da Se alle 0:12
Questa estate non sta andando per niente come speravo. Ma comunque…
Ho passato una settimana a parlare di uomini. Ne ho abbastanza. Se almeno ci fossero, sarebbe più divertente, parlarne. Così, mi sembra di sprecare tempo e aria.
Ho visto Trieste. Ho visto il mare e mi sono goduta il vento. Ho ricevuto confidenze. Ho riso per 4 giorni senza che fosse mai troppo. Ho letto poco, parlato tanto e comprato cinque libri e una camicia. Non ho trovato nessun negozio di dischi. Ho scoperto che gli uomini triestini sono molto disponibili e gentili (non ho mai ricevuto tante offerte di aiuto ad orientarmi in vita mia). Ho inveito contro il comune di Trieste che spreca le proprie attrattive culturali (il museo su Svevo e Joyce… non andateci, non fatelo mai! Una vergogna…). Ho bevuto birra sul lungomare e fatto tante foto. Non ho controllato la posta nemmeno una volta.
Poi sono tornata, a non c’era nessuno. E avrei voluto parlare con i miei amici, ma non c’erano. Stasera neppure. Sono a corto di parole. Di pensieri e di volontà. Quello che vorrei dire, qui non lo posso dire. E forse nemmeno in altri luoghi e con altre forme linguistiche.
Insomma, questo è la prima estate da un po’ senza nessun leit motiv. Troppo tardi per crearmene uno. Nessuno che mi darebbe corda. Passo il tempo a cercare riempitivi per non pensare. Io l’estate volevo mi ricaricasse. Sta succedendo il contrario.
Mi ci vorrebbe un nuovo guastatore. O una nuova nazione.
19 July 2008
pubblicato da Se alle 14:16
Sai quando l’altro giorno ho detto che la sera non mi sarei divertita? Beh, era una stronzata.
Sento ancora gli strascichi di divertimento, dopo tre giorni. Abbiamo passato la serata a bere birra, seduti nel solito posto, a straparlare, ridere. Insomma, siamo stati abbastanza molesti. Ed è stato quello il bello.
Non ho guardato l’ora per tutta la sera.
Sono finita a camminare per le vie del centro parlando e parlando e ascoltando. E non mi sono stupita nemmeno io. Fino alle 3, quando ho guardato l’ora per la prima volta. Le quattro birre, la compagnia, le parole giuste mi hanno fatto sentire di nuovo soddisfatta e gioiosa. E, quando mi sono resa conto di aver perso la busta con tutto il lavoro delle precedenti 5 settimane, non è arrivato il panico ma il pensiero “beh, io a ritrovarla ci provo. se non ce la fò, ’sticazzi.”.
Si, beh, l’ho ritrovata. La mia fortuna è superata solo dalla mia sbadataggine. Come qiuando sono riuscita a perdere nella stessa sera portafoglio e cellulare, e a non accorgermene. Poi mi hanno ridato tutto, 90 euro all’interno del portafoglio compresi. L’anno scorso mi sarei stupita di un sacco di cose di cui ora non mi stupisco più.
Quello che ho imparato, e che ormai è diventato familiare, è:
- Sono sbadata. Perdo le cose. Poi le ritrovo. Intonse.
- Dò troppa fiducia alle persone. Le vedo in una nuvola di sincerità e consapevolezza. Poi mi accorgo che non sono come credevo. Che possono farmi del male e non accorgersene. Oppure farlo apposta. Oppure non essere capaci di non farlo.
- Sono fragile. Non posso cambiare e diventare forte. Posso solo riuscire a gestire il mio essere fragile.
- Guardo sempre al passato, e lo rivoglio. Anche se ne odiavo ogni momento.
- Ho bisogno di un pubblico. Non so mai se la mia voglia di parlare di me stessa sia un aprirmi o un fare lo show. Ho sempre bisogno di qualcuno intorno che mi ascolti e mi conosca. Che faccia lo stessso con me. Che non mi giudichi.
Non mi stupisco se entro in un palazzo nuovo disabitato e lo esploro tutto. Se rubo due bicchieri di weissbier. Se ancora capisco che le persone davvero mi piacciono solo dopo chiachierate alcoliche notturne. Per questo non vorrei mai tornare a casa, la sera. Per avere la possibilità, ogni volta, di suggellare con tutti loro, in quel modo, la mia amicizia.
13 July 2008
pubblicato da Se alle 0:41
Ho mal di testa. Gli occhi secchi e gonfi per il troppo ventilatore. Troppo caldo per sentirmi rilassata.
Ho guardato 5 puntate della quinta serie di L-Word.
Ho perso il concerto di Daniele Silvestri perchè sono troppo stanca, in letargo, di malumore, sola.
Ho voglia di dormire da quando mi sono alzata.
….
Vorrei svegliarmi e aver voglia di tutti voi.
Ma non credo sarà così.
Non ne posso più. Forse dovrei solo dirlo, e poi scappare.
29 June 2008
pubblicato da Se alle 19:08
Ieri sera è stato un bel sabato sera. Tanto cibo, un concerto, tre birre comunitarie, tante persone che non vedevo da un bel po’. Una tipologia di serata che mi mancava molto. Però poi sono tornata a casa e ho pianto, sentendomi di nuovo presa in trappola come l’estate scorsa.
Credevo di essere su un sentiero più sicuro. Insomma, di aver smesso di dare retta alle mie fantasticherie. Invece no. Sono sempre lì che ci giro intorno. Era tanto che non piangevo per questo. Nel rendermi conto della differenza fra realtà e desiderio, intendo. Poi mi sono addormentata. E appena sveglia tutto era passato.
Ma oggi non sto bene. Tutta quella vitalità che sentivo di avere si è sopita di nuovo, e non riesco a vedere alla prossima settimana con curiosità, con voglia, con divertimento. Sento solo la stanchezza del caldo, e la profonda convinzione dell’insensatezza di quello che sto (non) vivendo.
E il perchè di tutto ciò io lo conosco.
15 June 2008
pubblicato da Se alle 0:00
Il periodaccio sta ufficialmente finendo perchè, nell’ordine:
- ho la prospettiva di andare ad abitare con la mia migliore amica nel giro di qualche mese
- fra due settimane smetterò di lavorare al pub, quindi tornerò a non essere costantemente stanca e ad avere tutte le serate libere
- sto imparando una tecnica nuova in laboratorio, giocando con il fosforo radioattivo (beh, si, molti non capiranno, per noi biologeek è un grande PIU’, nella tabella Positivi vs Negativi)
- l’ospitare una ragazza russa (che mi sta insegnando a giocare con il radioattivo) a casa mia per due settimane non si sta rivelando uno stress, ma un’esperienza carina
- fra un mese mi arriverà il nuovo stipendio, che dovrebbe essere di 200-300 euro più alto di quello precedente, quindi smetterò di avere problemi di soldi e non mi sentirò più in colpa a spenderne troppi in birra
- il 24 giugno vedrò i Bluvertigo dal vivo dopo 7 anni
- non devo più vedere il mio ex moroso ogni volta che vado in laboratorio a Modena (eh.. insomma… meno stress, mi sembra normale)
Ma.
Quello a cui riesco a pensare, è che ora è sabato sera, la mia unica sera libera del weekend, e tutte le persone che vorrei vedere stanno facendo altro, invece che passare del tempo con me. Non che io li stia incolpando! È solo che mi mancano. Tanto. E intendo che mi manca la loro presenza nella mia vita come era una volta. C’è chi ha due lavori, chi ne sta per iniziare uno nuovo, chi sta cominciando una vita di coppia finalmente normale, chi tenta di scrivere un libro. Chi sceglie di passare la serata con qualcuno che non sono io, semplicemente.
Poi c’è che è come se ci fossimo tutti un po’ persi. Ora siamo ognuno con il proprio universo, e ogni tanto facciamo le rimpatriate. La mia sensazione, prima, era quella di vivere in una potenziale comune. Di avere tanta gente intorno e di condividere con loro molto del mio tempo, perchè veniva naturale cercarsi vicendevolmente anche solo per stare ognuno per i cazzi propri nella stessa stanza.
Insomma, il problema è che sono sempre qui a rimpiangere il passato. Sono reazionaria e nostalgica. Nell’evoluzione vedo sempre solo quello che viene perso. Non riesco ad essere entusiasta perchè so di star per scollinare. Sono alla cima, e guardo giù verso la pianura da cui sono partita, quella prima della sfacchianata con lo zaino. Quella in cui cercavo disperatamente un sentiero in salita perchè sapevo di star per incontrare la palude. Beh, io di quella pianura non vedo il dolore e lo smarrimento, ma solo quello che non è bastato a non farmi cercare la collina. Quello che mi teneva a galla ma non mi salvava.
So descivere perfettamente ogni mia situazione passata, mi guardo dall’esterno come una provetta detective con la scena del crimine, vedo l’intero e anche le parti e le parti delle parti, i sottoinsiemi e le intersezioni, ma emozionalmente rimango una bimbetta impaurita che vuole solo rimanere nell’abbraccio della mamma.
29 May 2008
pubblicato da Se alle 16:09
Ci sono quelli così nerd, ma talmente nerd che fanno il giro e diventano fighi.
Yoni Wolf, il cantante degli Why?, il giro non è riuscito a farlo. Però porta gli occhiali da nerd come Rivers Cuomo prova da anni a fare, e non gli riesce.
Detto questo, Ced e io abbiamo pensato per tutto il tempo e detto 5 o 6 volte “Io aaaamo quest’uomo!”.
Ah, e non dimenticate: un Indie ha un jack nel culo, e se ne bulla. ;)
27 May 2008
pubblicato da Se alle 18:21
C’erano due impulsi. Il primo, più forte, verso l’insulto. Il secondo, minore ma comunque evidente, verso il fastidio. Ho seguito il secondo, di sicuro meno deleterio nei suoi effetti, almeno nell’immediato.
No, niente curiosità. Non c’era proprio.
Però, mi dico, forse non dovrei sentirmi una strafiga solo perchè ho reagito nel modo giusto (quasi perfetto, oserei dire). Nel sentirsi così c’è una punta di confronto, di lotta, di gara con lui. Dovrei sentirmi solo soddisfatta di me stessa. Serenamente guardarmi e dire Complimenti!.
Uh, che festa quando capiterà!
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