faccio gente, vedo cose

15 June 2008

A me non va mai bene un cazzo

pubblicato da Se alle 0:00

Il periodaccio sta ufficialmente finendo perchè, nell’ordine:

- ho la prospettiva di andare ad abitare con la mia migliore amica nel giro di qualche mese

- fra due settimane smetterò di lavorare al pub, quindi tornerò a non essere costantemente stanca e ad avere tutte le serate libere

- sto imparando una tecnica nuova in laboratorio, giocando con il fosforo radioattivo (beh, si, molti non capiranno, per noi biologeek è un grande PIU’, nella tabella Positivi vs Negativi)

- l’ospitare una ragazza russa (che mi sta insegnando a giocare con il radioattivo) a casa mia per due settimane non si sta rivelando uno stress, ma un’esperienza carina

- fra un mese mi arriverà il nuovo stipendio, che dovrebbe essere di 200-300 euro più alto di quello precedente, quindi smetterò di avere problemi di soldi e non mi sentirò più in colpa a spenderne troppi in birra

- il 24 giugno vedrò i Bluvertigo dal vivo dopo 7 anni

- non devo più vedere il mio ex moroso ogni volta che vado in laboratorio a Modena (eh.. insomma… meno stress, mi sembra normale)

Ma.

Quello a cui riesco a pensare, è che ora è sabato sera, la mia unica sera libera del weekend, e tutte le persone che vorrei vedere stanno facendo altro, invece che passare del tempo con me. Non che io li stia incolpando! È solo che mi mancano. Tanto. E intendo che mi manca la loro presenza nella mia vita come era una volta. C’è chi ha due lavori, chi ne sta per iniziare uno nuovo, chi sta cominciando una vita di coppia finalmente normale, chi tenta di scrivere un libro. Chi sceglie di passare la serata con qualcuno che non sono io, semplicemente.

Poi c’è che è come se ci fossimo tutti un po’ persi. Ora siamo ognuno con il proprio universo, e ogni tanto facciamo le rimpatriate. La mia sensazione, prima, era quella di vivere in una potenziale comune. Di avere tanta gente intorno e di condividere con loro molto del mio tempo, perchè veniva naturale cercarsi vicendevolmente anche solo per stare ognuno per i cazzi propri nella stessa stanza.

Insomma, il problema è che sono sempre qui a rimpiangere il passato. Sono reazionaria e nostalgica. Nell’evoluzione vedo sempre solo quello che viene perso. Non riesco ad essere entusiasta perchè so di star per scollinare. Sono alla cima, e guardo giù verso la pianura da cui sono partita, quella prima della sfacchianata con lo zaino. Quella in cui cercavo disperatamente un sentiero in salita perchè sapevo di star per incontrare la palude. Beh, io di quella pianura non vedo il dolore e lo smarrimento, ma solo quello che non è bastato a non farmi cercare la collina. Quello che mi teneva a galla ma non mi salvava.

So descivere perfettamente ogni mia situazione passata, mi guardo dall’esterno come una provetta detective con la scena del crimine, vedo l’intero e anche le parti e le parti delle parti, i sottoinsiemi e le intersezioni, ma emozionalmente rimango una bimbetta impaurita che vuole solo rimanere nell’abbraccio della mamma.

5 Commenti

ced

mi hai aperto gli occhi

Se

spero sia una cosa positiva…

appena ho tempo ti interrogo, mi sa.

gk

direi che per me la comune si può pure istituire concretamente se mi fai da babysitter e rinunci a vivere con la tua migliore amica :P

eppivia 2008 - every night is friday night @ dioblog

[...] ha l’aereoporto Bratislava (Wien). Vienna. e tutti a farci seghe via telefono (che ormai ci si vede pochino pochino), che ero già pronto lì con la postepay, che chissà quanto ci vuole da vienna a bratislava: son [...]

Se

posso fare da baby sitter solo fin a quando il pupo non comincia a connettere sul serio (per la sua incolumità, dico).
la comune per me è sempre la soluzione migliore, perchè si trova di sicuro un compito adatto ad ognuno (tipo, io non devo essere quella che lava il bagno, sempre per l’incolumità altrui) e ci si sente tutti parte di una grande famiglia disunzionale (che è un eufemismo per dire circo dei freak) :P

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