Questa estate non sta andando per niente come speravo. Ma comunque…
Ho passato una settimana a parlare di uomini. Ne ho abbastanza. Se almeno ci fossero, sarebbe più divertente, parlarne. Così, mi sembra di sprecare tempo e aria.
Ho visto Trieste. Ho visto il mare e mi sono goduta il vento. Ho ricevuto confidenze. Ho riso per 4 giorni senza che fosse mai troppo. Ho letto poco, parlato tanto e comprato cinque libri e una camicia. Non ho trovato nessun negozio di dischi. Ho scoperto che gli uomini triestini sono molto disponibili e gentili (non ho mai ricevuto tante offerte di aiuto ad orientarmi in vita mia). Ho inveito contro il comune di Trieste che spreca le proprie attrattive culturali (il museo su Svevo e Joyce… non andateci, non fatelo mai! Una vergogna…). Ho bevuto birra sul lungomare e fatto tante foto. Non ho controllato la posta nemmeno una volta.
Poi sono tornata, a non c’era nessuno. E avrei voluto parlare con i miei amici, ma non c’erano. Stasera neppure. Sono a corto di parole. Di pensieri e di volontà. Quello che vorrei dire, qui non lo posso dire. E forse nemmeno in altri luoghi e con altre forme linguistiche.
Insomma, questo è la prima estate da un po’ senza nessun leit motiv. Troppo tardi per crearmene uno. Nessuno che mi darebbe corda. Passo il tempo a cercare riempitivi per non pensare. Io l’estate volevo mi ricaricasse. Sta succedendo il contrario.
Mi ci vorrebbe un nuovo guastatore. O una nuova nazione.

Commenta