Sai quando l’altro giorno ho detto che la sera non mi sarei divertita? Beh, era una stronzata.
Sento ancora gli strascichi di divertimento, dopo tre giorni. Abbiamo passato la serata a bere birra, seduti nel solito posto, a straparlare, ridere. Insomma, siamo stati abbastanza molesti. Ed è stato quello il bello.
Non ho guardato l’ora per tutta la sera.
Sono finita a camminare per le vie del centro parlando e parlando e ascoltando. E non mi sono stupita nemmeno io. Fino alle 3, quando ho guardato l’ora per la prima volta. Le quattro birre, la compagnia, le parole giuste mi hanno fatto sentire di nuovo soddisfatta e gioiosa. E, quando mi sono resa conto di aver perso la busta con tutto il lavoro delle precedenti 5 settimane, non è arrivato il panico ma il pensiero “beh, io a ritrovarla ci provo. se non ce la fò, ’sticazzi.”.
Si, beh, l’ho ritrovata. La mia fortuna è superata solo dalla mia sbadataggine. Come qiuando sono riuscita a perdere nella stessa sera portafoglio e cellulare, e a non accorgermene. Poi mi hanno ridato tutto, 90 euro all’interno del portafoglio compresi. L’anno scorso mi sarei stupita di un sacco di cose di cui ora non mi stupisco più.
Quello che ho imparato, e che ormai è diventato familiare, è:
Sono sbadata. Perdo le cose. Poi le ritrovo. Intonse.
Dò troppa fiducia alle persone. Le vedo in una nuvola di sincerità e consapevolezza. Poi mi accorgo che non sono come credevo. Che possono farmi del male e non accorgersene. Oppure farlo apposta. Oppure non essere capaci di non farlo.
Sono fragile. Non posso cambiare e diventare forte. Posso solo riuscire a gestire il mio essere fragile.
Guardo sempre al passato, e lo rivoglio. Anche se ne odiavo ogni momento.
Ho bisogno di un pubblico. Non so mai se la mia voglia di parlare di me stessa sia un aprirmi o un fare lo show. Ho sempre bisogno di qualcuno intorno che mi ascolti e mi conosca. Che faccia lo stessso con me. Che non mi giudichi.
Non mi stupisco se entro in un palazzo nuovo disabitato e lo esploro tutto. Se rubo due bicchieri di weissbier. Se ancora capisco che le persone davvero mi piacciono solo dopo chiachierate alcoliche notturne. Per questo non vorrei mai tornare a casa, la sera. Per avere la possibilità, ogni volta, di suggellare con tutti loro, in quel modo, la mia amicizia.
Quanto è giusto mostrare al prossimo la propria rabbia? O la propria delusione?
Dipende dalla persona, direte voi. E anche io.
L’unico fattore discriminante, per me, è sempre stato il capire se sia o no deleterio far vedere questa mia rabbia. Se il mostrarla possa servire da stimolo per risolvere, o almeno per scatenare una qualsiasi reazione. Questo fatto non è del tutto salutare, perchè facendomi guidare solamente da un fattore finalistico nell’ultimo anno mi sono tenuta dentro molte cose che avrei voluto invece gridare. Avrei voluto fare la guerra e vincere solo per la soddisfazione di vedere il nemico chiedere pietà. Ma ho sempre scelto di non farlo perchè la mia priorità era il ricostruire, il rimettere a posto, il non modificare il rapporto (dipendentemente dalla persona di riferimento).
Quindi il mio fegato si è rovinato anche un po’ per questo, oltre che per la birra.
Il problema si presenta quando non sai più scegliere se inserire la persona nel gruppo degli ignari o dei consapevoli.
Ora non so più che fare. Avrei una gran vogli di litigare e di gridare tutto quello che penso senza filtri. Proprio con l’intento di tirarci le cose addosso (metaforicamente, và). Dopotutto, avevo deciso di lasciar perdere tutto, no? Di non credere più che avrei ricostruito. Perchè non riesco a farlo? Forse perchè non ci sarebbe nessuna battaglia. Perchè l’altro scapperebbe, senza nemmeno esserne cosciente.
Se credo di esserti superiore, perchè dovrei perdere del tempo dandoti corda? è il suo atteggiamento inconsapevole
Io non credo di esserti superiore, ma solo di essere nel giusto, per cui mi piace il confronto. è invece il mio
Purtroppo, le persone che hanno il mio stesso modo di percepire la vita e le relazioni appartengono al gruppo degli ignari, oppure semplicemente non ho niente di cui litigare.
Ok, ho capito. Palesare la rabbia serve solo se l’altro ha la capacità di mettersi in discussione. La mia parte di adolescente supponente ha sempre ragione, vedo.
Pochi minuti fa sono tornata a casa dopo un concerto mentalmente nostalgico, ho acceso il computer, aperto Gmail per controllare la posta e ho pensato “chissà se c’è qualcuno connesso”.
E mi è tornato in mente di una notte, un anno e mezzo fa, quando, dopo un concerto, sono rimasta a casa del mio moroso; lui è andato a dormire subito, mentre io mi sono seduta al PC per calmare un po’ il cattivo umore (era stata una serata mentalmente stancate e fastidiosa), e per coltivare la mia sete di indipendenza da lui facendo qualcosa per conto mio. Ho trovato connesso quello che sarebbe diventato, nella mia mente, per quell’estate, il mio compagno di sbronze. Abbiamo parlato per quasi un ora e mezza.
Sono andata a cercare la chat nella cronologia, e l’ho trovata.
L’ho letta, e mi sono commossa. Perchè ricordo ogni cosa. Come mi sentivo arrabbiata, delusa e stanca. Come avevo voglia di divertirmi e di scappare dalla pesantezza che mi sentivo ogni momento addosso. Ricordo che mi sentivo come una bambina cattiva che disubbidisce ai genitori, stando a chattare con lui fino alle 3 e mezza. E che non mi importava, perchè era quello di cui avevo voglia e sete.
Ho passato un estate meravigliosa e dolorosa, quell’anno. Ho scoperto di avere un amico, e che non è così difficile e faticoso trovarne altri. Ho scoperto come si vive nel mondo senza avere sempre qualcuno che ti protegga. Ho sentito di voler perdere questa protezione perchè mi soffocava. Quell’estate, mi hanno tenuto a galla solo le nottate passate sul tetto di un supermercato, nei parchetti, nei garage sotterranei, nei pub per nottambuli. A prendere due birre alla volta in un bicchiere di plastica, che il locale sta per chiudere. A parlare a ruota libera per ore con una naturalezza che non sapevo di avere. A farmi scaricare a forza dalla macchina alle 4 del mattino, ubriaca, e a svegliarmi alle 8 per andare in laboratorio ancora ubriaca. Se non ci fosse stato questo, se questo amico non mi avesse allenato all’amicizia e al non aver paura della vita, se non mi fossi finalmente svegliata dal letargo, sarei ancora lì, senza evoluzioni, sempre uguale a me stessa, in un ruolo che non sentivo mio, insoddisfatta e spenta .
Tutto questo, l’ho letto nelle nostre parole di quella chat di tarda notte. Ho risentito il fermento che avevo nello stomaco. E mi sono commossa perchè mi mancano le nostre chattate così spontaneamente importanti (se volessi prendermi in giro, direi emo.. :) ), e mi manca qualcuno a cui aprirmi come facevo quell’estate, che mi mostri il libretto di istruzioni senza sapere di averlo.
Mi mancano le chat di tarda notte, o meglio, mi manca l’archetipo della serata passata a parlare del senso della vita senza accorgermene. Tutto qui. E, purtroppo, non è poco.
Calma piatta. Nessuno scrive niente. Beh, in effetti gk è un po’ tanto incinta, e lo sgravo avverrà tra non molto, quindi è decisamente giustificata, avrà altro da fare e a cui pensare. Ced invece, pur essendo in attesa della partorienza di gk, non lo scuso. Infatti scrive i post emo sull’altro blog. Cattivo. :P
Per quanto riguarda me, invece, ho avuto decisamente da fare.
……. ……. ……. …….
…no, non è vero, mi sono girata i pollici per gran parte del tempo. Insomma, è che non ho avuto l’ispirazione! Comunque, ho passato il mio tempo guardando gli episodi pilota di alcune serie (tipo questa, che mi ispira un sacco), arrivando agli eppi quando il cibo è già finito, comprandomi 3 cravatte per 4 euro alla montagnola a Bologna, ubriacandomi con 5 birre a stomaco vuoto (eh… il cibo dell’eppi era finito!!) e costringendo i miei compari a fermarsi CINQUE!!! volte nel viaggio di ritorno per permettere lo svuotamento forzato del mio stomaco.
Mi sono messa le scarpe da donna per due sere, e i miei piedi ora sono distrutti. Oddio, eran poi solo delle ballerine, ma per me sono un gran passo avanti!
Mi sono fatta male ad un braccio e non ricordo come (questo sempre la sera delle 5 birre); probabilmente è successo mentre stavo cercando di picchiare un amico e lui si difendeva con una sedia, stile domatore insomma. Io di questa scenetta non ho memoria, me l’hanno narrata. I soliti accadimenti da adolescente tardiva.
Ho seguito una interessantissima conferenza piena di topi con le malattie più varie e schifose. C’era anche un ratto con la lacrimazione rossa. Il ratto vampiro…
Sono andata a vedere 28 Settimane Dopo non da sola, dopo estenuanti insistenze da parte mia. Fortunatamente la paura degli zombies non mi è tornata! Comunque il film è carino, ma 28 Giorni Dopo è chiaramente mooolto meglio.
Ho cercato di diffondere il verbo di Rosmary’s Baby, ma non ha funzionato molto.
Non sono andata a votare per le primarie del PD.
Ho conosciuto una finlandese-malese-cinese che sapeva parlare anche inglese, italiano, tedesco, francese e spagnolo, direi. Forse mi son dimenticata qualcosa, eran talmente tante… Ah, aveva la faccia da elfo… moooolto carina… Sta a Bologna da qualche parte, se la volete cercare. Il nome non me lo ricordo. Qualcosa tipo Ianni (non scritto così di sicuro…). So anche che i suoi genitori (lui from Finland, lei from Malaysia) si sono conosciuti in una Longhouse in Malesia, sono stati pen-pals per due anni, poi lei è andata a trovarlo in Finlandia e lui le ha chiesto di sposarlo. Una di quelle storie da film, insomma…. caspita…
Poi….
Boh… ho avuto la mente un po’ spenta. Quel periodo in cui niente ti soddisfa o ti esalta. In cui tutto ti sembra grigio e inutile. Beh, per me non è proprio un periodo. Diciamo che vado a giorni. Anzi, ad ore, visto che stamattina ero scura e triste, mentre ora sono iperattiva. Sono vagamente bipolare, lo so. E anche donnetta, ma questo già si sapeva.
… e quindi mi preparo ad altri anni in cui starò dietro ad un teen drama.
Si chiama Gossip Girl, ed è una stronzata come al solito. Ci sono i due outsider che entrano nel gruppo dei fighi della scuola, la ragazza perduta che cerca di redimersi, la sua ex-migliore amica ora nemica, il loro uomo conteso, l’amico libertino e senza morale.
Che palle. Sempre la stessa roba. Almeno in Dawson’s Creek c’era il fattore Joey Potter. Almeno in O.C. c’erano Seth Coen e la storia lesbo. Qui mi sa di noia mortale. Nessun personaggio interessante. Tutti troppo fighi e inutili. Almeno nella prima puntata.
Comunque lo guarderò, impossibile che me lo perda. Poi la protagonista si chiama Serena (o meglio, Srina, come lo pronunciano loro…. gggrrrrr… che fastidio…). E O.C. è finito già da sei mesi… non posso rimanere senza per così tanto tempo.
…sono una neopatentata. L’esame è stato otto giorni fà. Da allora, non ho toccato nè volante nè pedali.
Si, si, lo so, devo guidare, altrimenti mi dimentico come si fa. E, no, non lo faccio lo sgoomming. E non mi rompete i coglioni se cambio troppo presto per i vostri gusti. E non prendetemi in giro se sto troppo avanti col sedile. Tenete conto che sono appena uscita dalla scuola guida, oltre ad essere bassa!!
Comunque lo so, devo restituirvi 6 anni di scarrozzamenti. Ma ho paura! … insomma… e se prendo contro ad una machina parcheggiata? E se asfalto una vecchietta? E se tampono un autobus? E se mi arriva un meteorite sul parabrezza? E se arriva l’apocalisse? Io non sono capace! Aiuto mamma! …googoogaagga… uueeeeee!
Quando mi chiederete di guidare, una delle precedenti frasi sconnesse vi arriverà come risposta. A quel punto, mi raccomando, agite per il mio bene e citate Rihanna.
Da qualche settimana siamo nel pieno del periodo Feste de l’Unità, ossia stiamo vedendo le ultime vestigia dell’estate. Agosto è finito da un po’ e mi ritrovo a rendicontare i miei obiettivi:
- mi sono drogata con la fiction. Ho guardato Heroes, Nana, Lost serie 3, un po’ di film vari. Harry Potter 7 sfortunatamente mi è stato recapitato solo 4 giorni fà, ma ho letto altro, durante l’estate, come i numeri arretrati di Rolling Stone.
- ho dormito fino a mezzodì in media 3 giorni a settimana. La nuova casa di Modena non mi ha permesso di meglio, essendo una strategica cassa di risonanza per i rumori della strada (macchine, prostitute, ubriachi, adolescenti pre-mannaggia con il motorello truccatto…)
- non ho ripreso un gran contatto con mia madre. Ho passato quasi tutti i pomeriggi in camera mia (quella vecchia, intendo… quella in cui ho la rete…) a drogarmi di fiction, quindi ho ricoperto più che altro il ruolo di figlia adolescente solitaria. Un po’ come dieci anni fa.
- il mio animale guida è più sconosciuto che mai, e l’entrata della caverna non l’ho nemeno identificata.
Per il resto, il trasloco nemmeno l’ho cominciato. Ma vabbè…
L’estate è andata come speravo, in definitiva. É stata strana, leggera e dolce. Solitaria e mondana. L’ho passata sentendomi a casa con una persona, e non sentendomi più tale con un altra. Assaporando ogni momento. Ritenendo speciale un semplice pomeriggio passato spulciando blogs sconosciuti. Uscendo la sera perchè veramente mi andava di farlo. Desiderando di rimanere sveglia fino alle 4 e qualche volta ottenendolo.
Sentendo che tutto quello che desideravo era la leggerezza, e sapendo che l’avevo.
Beh, ora è tutto da capo. No, non mi metterò ad ascoltare gli Interpol e Antony and the Johnsons. Però mi sento un gran peso addosso, oggi, come due mesi fa. Ho paura di tutto, non ho forze per niente, nessuno mi vuole, sono piccolo e nero come Calimero.
Eh… la riabilitazione non funziona con me, a pensarci bene. Torno sempre sui miei passi, emotivamente parlando. Mi immergerò completamente nella dipendenza fino a scoppiare. Fino a mettere in pratica sul serio i propositi di SCAPPA! SCAPPA!.
Il meglio sarebbe che diventassi finalmente adulta. Ma non ho fiducia. Fra tre giorni ho l’esame di guida, come poso non vedere tutto nero? ;)
Un film che ogni donnetta dovrebbe vedere. Il film dell’anno, oserei dire.
… insomma… come resistere alle superamiche che diventano nemiche e poi ridiventano superamiche, al trailer con Girlfriend di Avril Lavigne, a tanto volemosebbene che quasi rimetto, alle cheerleaders, all’epico combattimento Zoccolette Vs Alternative, al Ballo di Fine Anno
In biologia, il commensalismo (od inquilinismo) è un interazione simbiontica non obbligatoria fra due esseri viventi in cui uno approfitta del nutrimento o degli scarti dell’altro senza procurare sofferenza o disturbo. Un organismo tra i due trae dei benefici dall’altro e l’altro non è né danneggiato né aiutato.
Beh, questo è il mio caso. Sui 22 giorni passati, ho dormito a casa solo 5 notti.I miei ospiti sono stati tre. Una soprattutto, nella cui casa libera dalla coinquilina scassamaroni ho passato 14 notti su 18.
Povera donna.
Le devo:
latte
caffè
biscotti
acqua (da bere e per lavarsi)
bagno schiuma
shampo
deodorante
spazio
aria
ore di sonno
Inoltre mi ha dato inusufrutto gratuito una bicicletta, con cui ultimamente faccio spola tra casa sua, la stazione e l’università.
Cosa ci ho guadagnato io è facile da intuire. Perchè lei mi permetta di sfruttarla, invece, non mi è ben chiaro.
Credo si tratti di quella strana relazione chiamata amiciza adolescenziale.
Lo so, lo so, sono in ritardo di quasi 10 anni. Ma ritengo che un po’ di No Future si debba provarlo, almeno una volta nella vita. Questo è l’anno, per me. Spero finisca, prima o poi.
… ma non troppo presto…