Un film che ogni donnetta dovrebbe vedere. Il film dell’anno, oserei dire.
… insomma… come resistere alle superamiche che diventano nemiche e poi ridiventano superamiche, al trailer con Girlfriend di Avril Lavigne, a tanto volemosebbene che quasi rimetto, alle cheerleaders, all’epico combattimento Zoccolette Vs Alternative, al Ballo di Fine Anno
Come molte troiette del grande e piccolo schermo, dalla settimana prossima andrò in un centro di riabilitazione, chiamato Casa Mia.
Ci resterò per un mesetto, tentando di ristabilirmi dall’iperesposizione ai rapporti umani che ho avuto negli ultimi mesi.
I miei intenti sono:
- leggere migliaia di libri
- guardare migliaia di film
- drogarmi con qualche serie tv
- dormire fino a mezzodì almeno 4 giorni a settimana
- riprendere contatto con mia madre, che ormai mi crede un’affittuaria
- entrare nella caverna e trovare il mio animale guida
Inoltre dovrò trasferirmi (pian piano, eh… che fretta c’è?) nella nuova casa di Modena, decidere cosa portarmi dietro e cosa lasciare.
Comunque non è che farò l’eremita, no, no. Semplicemente durante il giorno cercherò di godermi un po’ di solitudine. Poi, a chiunque di voi nel mondo mi chieda di uscire, è impossibile che dica di no, a meno che io non stia vomitando sangue. Dopotutto, non sono ancora pronta ad abbandonare sesso, droga e rocchenroll.
Spero in un Agosto strano come il resto dell’estate già trascorsa. Spero in un mese di sciiiivola e di leggerezza.
Di non esser più scura e triste come Meredith Gray. Di essere più uomo e meno donnetta.
no, no, in realtà la cosa in cui spero di più è che nel prossimo video Avril Lavigne faccia vedere almeno un po’ le tette.
La vita imita l’arte più di quanto l’arte non imiti la vita, dice Oscar Wilde, e io sono sempre più d’accordo, anche se al posto della parola Arte inserirei Serie TV. Mi sono ritrovata infatti in una serie di situazioni che non credevo possibili nella vita vera, o meglio, non credevo possibili tutte insieme contemporaneamente. Non ho mai creduto nei Deus ex Machina, ma sto cominciando a ricredermi.
Roba che nemmeno a progettarla, sarebbe stata possibile. Roba che “si, si, vabbè, che stronzata, proprio mentre aveva il pene nella crostata doveva entrare suo padre” oppure “si, proprio la migliore amica del fratello della compagna di stanza della scopamica di mio cuggino dovevo incontrare in Islanda a mangiare testicoli di montone“. Non che mi siano successe queste cose, era solo per far capire l’atmosfera…
Comunque, non è di quali siano queste mie esperienze di vita che voglio trattare (eh… speravi ced..). Il mio intento è la riflessione su quanto sia straniante rendersi conto di vivere in Dawson’s Creek, e quanto allo stesso tempo sia reale e un po’ doloroso.
Già so che i miei compagni del Cast of Characters non saranno d’accordo e me la meneranno dicendomi che è tutto nella mia testa. A quel punto la mia risposta sarà: beh, non sai cosa ti perdi. Perché la ricerca delle analogie tra Arte (Serie TV in questo caso) e Vita è uno dei miei più grandi piaceri. Le metafore mi nutrono. Il cinismo di paragonare se stessi e gli altri a Joey Potter o Tre Cuori in Affitto mi rende orgogliosa e mi permette di vedere con leggerezza molte situazioni che altrimenti mi metterebbero ko.
C’è che però non è del tutto vero. Questa mia tendenza al parallelismo non mi salva sempre. Chè dopotutto sono una donnetta, e le donnette crollano, prima o poi.
C’è anche che la puntata con il ballo, o quella con tutti che vanno all’università, o ancora quella con il “dopo rischi indicibili e traversie innumerevoli, ora siamo tutti amicici e volemose bbene” potrebbe anche esserci, o esserci stata, però non sarà mai la puntata finale della serie. A meno che qualcuno non spenga la tv.
Ma la consapevolezza che non c’è uno sceneggiatore, e che almeno le mie azioni sono sotto il mio controllo ogni tanto mi fa dire:
Ma ’sticazzi!
Troieggia o fai l’eremita, ma scegli!
Che in realtà il personaggio non esiste!