eremitaggine

faccio gente, vedo cose

13 July 2008

Sabato sera

pubblicato da Se alle 0:41

Ho mal di testa. Gli occhi secchi e gonfi per il troppo ventilatore. Troppo caldo per sentirmi rilassata.

Ho guardato 5 puntate della quinta serie di L-Word.

Ho perso il concerto di Daniele Silvestri perchè sono troppo stanca, in letargo, di malumore, sola.

Ho voglia di dormire da quando mi sono alzata.

….

Vorrei svegliarmi e aver voglia di tutti voi.

Ma non credo sarà così.

Non ne posso più. Forse dovrei solo dirlo, e poi scappare.

faccio gente, vedo cose

15 June 2008

A me non va mai bene un cazzo

pubblicato da Se alle 0:00

Il periodaccio sta ufficialmente finendo perchè, nell’ordine:

- ho la prospettiva di andare ad abitare con la mia migliore amica nel giro di qualche mese

- fra due settimane smetterò di lavorare al pub, quindi tornerò a non essere costantemente stanca e ad avere tutte le serate libere

- sto imparando una tecnica nuova in laboratorio, giocando con il fosforo radioattivo (beh, si, molti non capiranno, per noi biologeek è un grande PIU’, nella tabella Positivi vs Negativi)

- l’ospitare una ragazza russa (che mi sta insegnando a giocare con il radioattivo) a casa mia per due settimane non si sta rivelando uno stress, ma un’esperienza carina

- fra un mese mi arriverà il nuovo stipendio, che dovrebbe essere di 200-300 euro più alto di quello precedente, quindi smetterò di avere problemi di soldi e non mi sentirò più in colpa a spenderne troppi in birra

- il 24 giugno vedrò i Bluvertigo dal vivo dopo 7 anni

- non devo più vedere il mio ex moroso ogni volta che vado in laboratorio a Modena (eh.. insomma… meno stress, mi sembra normale)

Ma.

Quello a cui riesco a pensare, è che ora è sabato sera, la mia unica sera libera del weekend, e tutte le persone che vorrei vedere stanno facendo altro, invece che passare del tempo con me. Non che io li stia incolpando! È solo che mi mancano. Tanto. E intendo che mi manca la loro presenza nella mia vita come era una volta. C’è chi ha due lavori, chi ne sta per iniziare uno nuovo, chi sta cominciando una vita di coppia finalmente normale, chi tenta di scrivere un libro. Chi sceglie di passare la serata con qualcuno che non sono io, semplicemente.

Poi c’è che è come se ci fossimo tutti un po’ persi. Ora siamo ognuno con il proprio universo, e ogni tanto facciamo le rimpatriate. La mia sensazione, prima, era quella di vivere in una potenziale comune. Di avere tanta gente intorno e di condividere con loro molto del mio tempo, perchè veniva naturale cercarsi vicendevolmente anche solo per stare ognuno per i cazzi propri nella stessa stanza.

Insomma, il problema è che sono sempre qui a rimpiangere il passato. Sono reazionaria e nostalgica. Nell’evoluzione vedo sempre solo quello che viene perso. Non riesco ad essere entusiasta perchè so di star per scollinare. Sono alla cima, e guardo giù verso la pianura da cui sono partita, quella prima della sfacchianata con lo zaino. Quella in cui cercavo disperatamente un sentiero in salita perchè sapevo di star per incontrare la palude. Beh, io di quella pianura non vedo il dolore e lo smarrimento, ma solo quello che non è bastato a non farmi cercare la collina. Quello che mi teneva a galla ma non mi salvava.

So descivere perfettamente ogni mia situazione passata, mi guardo dall’esterno come una provetta detective con la scena del crimine, vedo l’intero e anche le parti e le parti delle parti, i sottoinsiemi e le intersezioni, ma emozionalmente rimango una bimbetta impaurita che vuole solo rimanere nell’abbraccio della mamma.

faccio gente, vedo cose

22 February 2008

Sono un bollitore

pubblicato da Se alle 19:38

che dopo un po’ sfiata, facendo uscire vapore bollente.

No, non ho niente di scottante da dire. Però se sei abituato a non esserlo, un bollitore, ma ad avere dentro una pressione sempre bassa perchè ci sono molte valvole che facilmente si aprono, poi, quando queste non si aprono più come vorresti, o sono del tutto serrate, allora anche le piccole cose ti sembrano vapore bollente.

Se almeno avessi l’ispirazione, scriverei qui quelle piccole cose. Ma forse ho bisogno di vedermi presente nella vita vera, prima di avere sul serio qualcosa da scivere. Insomma, mi so leggere solo se interagisco con qualcuno.

C’è che sta per iniziare il weekend, e da un po’ non lo aspetto più con ansia. Ne ho timore, invece di sentirmi sollevata.

Aspetto con ansia la fine dell’inverno, e forse del letargo. Non ho mai sentito tanto il freddo come quest’anno.

faccio gente, vedo cose

20 February 2008

Italian Jericho

pubblicato da gk alle 16:46

Se scoppiasse una guerra nucleare, queste sono le facce delle persone che si salverebbero.

Nati e cresciuti nella loro piccola Jericho italiana.

faccio gente, vedo cose

29 December 2007

Scrivo con una mano e mezzo

pubblicato da Se alle 23:13

Non che sia difficile. Dopotutto della mano sinistra per digitare ho sempre solo usato pollice, indice e medio, e solo per le lettere prima della R, della D e della C. Non una gamma così alta da gestire con un dito in meno, quindi. Poi ho notato che con una parcentuale di moncaggine ho perso quasi del tutto l’abitudine agli errori di battitura in chat. Ah, che manna dal, cielo, questo dito malato!

…vabbè, comuque.

Sono in un sabato sera di eremitaggine autoinflitta. Perchè? Boh.

Solo, non avevo voglia di uscire per i motivi giusti, quindi ho deciso di fare l’adulta, per una volta, e di starmene a casina mia a guardare la seconda serie di Heroes. E a leggere. E ad ascoltare un po’ di musica che aspetta di essere testata. Magari anche a cercare i Best of dei video musicali del 2007.

Perchè mi sono stancata di uscire sperando in una serata speciale che non arriverà. No, non offendetevi, voi che leggete e con cui mi intrattengo ultimamente. Non è colpa vostra, anzi! Non mi siete venuti a noia, non mi avete fatto nessun torto, mi piacete ancora. È che ho sete di altro. Non so nemmeno di cosa, esattamente.

Si, e cosa credi, che imbozzolandoti ti arrivi questo sconosciuto qualcosa dal cielo? mi direte…

No, no, calma!! Non aspetto niente!! Ho solo capito di dover cambiare un po’ la gestione del mio tempo. Di dover fare certe cose solo se davvero ne ho voglia, e non per la speranza di passare una serata che mi riempia, che mi faccia andare a letto serena e sognatrice. Perchè ne ho avuti tanti nell’ultimo anno, di questi momenti in cui mi sono sentita bella, geniale e onnipotente. Ma è stato così perchè avevo bisogno di gente intorno, di discorsi sul nulla e sui massimi sistemi, di birra e di risate per sentirmi appagata.

Ora ho solo il desiderio di essere presa tra le braccia e tenuta stretta. Per un tempo indefinito. Come se fosse una necessità. Come se fossi un neonato.