Una situazione già vissuta, una domanda maliziosa e divertente, e io crollo. Non credevo di sbroccare. No. Dopotutto, ho sempre sentito in me una porzione di dolore mista al più evidente compiacimento imbarazzato. Questa volta, invece, c’era solo il dolore. E avrei voluto essere quella che ero un anno e mezzo fa, che sentiva ancora un po’ di quell’onnipotenza da quindicenne in ritardo. Perchè io, un anno fa, il dolore lo sapevo condividere con quelli a cui volevo davvero bene.
Ho usato i 12 mesi precedenti a darmi delle priorità, nel risolvere le questioni che sentivo necessarie. Ne ho affronata una, poi ci ho dato a mucchio. Sono passata alla seconda, e non so sinceramente come sia andata. Poi poi poi. E poi sono arrivata ad aver trascurato cose che mi sembrano ormai senza possibilità di evoluzione, oltre che di eradicamento.
Quando perdo l’abitudine all’intimità intellettuale, poi mi succede così. Divento una donnetta incomprensibilmente sofferente. Non che speri che la gente mi legga nel pensiero, no!! Solo, l’istinto di scappare soverchia ogni cosa, facendomi sembrare isterica e assurda mentre provo a combatterlo con le armi della razionalità.
Non ho più niente da perdere, come direbbe qualcuno. Non lo so. Non ho voglia di provare di nuovo quei picchi di sofferenza. Non sono nella mia fase eroica. Piuttosto, vorrei che la soluzione mi fosse calata dal cielo. Oppure, un nuovo e sconosciuto punto d’attrazione.
Oppure si, anche una bella scopata.
Ho mal di testa. Gli occhi secchi e gonfi per il troppo ventilatore. Troppo caldo per sentirmi rilassata.
Ho guardato 5 puntate della quinta serie di L-Word.
Ho perso il concerto di Daniele Silvestri perchè sono troppo stanca, in letargo, di malumore, sola.
Ho voglia di dormire da quando mi sono alzata.
….
Vorrei svegliarmi e aver voglia di tutti voi.
Ma non credo sarà così.
Non ne posso più. Forse dovrei solo dirlo, e poi scappare.
Ieri sera è stato un bel sabato sera. Tanto cibo, un concerto, tre birre comunitarie, tante persone che non vedevo da un bel po’. Una tipologia di serata che mi mancava molto. Però poi sono tornata a casa e ho pianto, sentendomi di nuovo presa in trappola come l’estate scorsa.
Credevo di essere su un sentiero più sicuro. Insomma, di aver smesso di dare retta alle mie fantasticherie. Invece no. Sono sempre lì che ci giro intorno. Era tanto che non piangevo per questo. Nel rendermi conto della differenza fra realtà e desiderio, intendo. Poi mi sono addormentata. E appena sveglia tutto era passato.
Ma oggi non sto bene. Tutta quella vitalità che sentivo di avere si è sopita di nuovo, e non riesco a vedere alla prossima settimana con curiosità, con voglia, con divertimento. Sento solo la stanchezza del caldo, e la profonda convinzione dell’insensatezza di quello che sto (non) vivendo.
E il perchè di tutto ciò io lo conosco.
C’erano due impulsi. Il primo, più forte, verso l’insulto. Il secondo, minore ma comunque evidente, verso il fastidio. Ho seguito il secondo, di sicuro meno deleterio nei suoi effetti, almeno nell’immediato.
No, niente curiosità. Non c’era proprio.
Però, mi dico, forse non dovrei sentirmi una strafiga solo perchè ho reagito nel modo giusto (quasi perfetto, oserei dire). Nel sentirsi così c’è una punta di confronto, di lotta, di gara con lui. Dovrei sentirmi solo soddisfatta di me stessa. Serenamente guardarmi e dire Complimenti!.
Uh, che festa quando capiterà!
o stupida. Oppure io sono una gran brava attrice. O sono invisibile. Mi sono stancata che la gente si faccia sempre le stesse domande. Sullo stesso argomento. E che poi io venga a sapere che tutta questa gente si sia fatta le stesse domande. Sullo stesso argomento.
Chissà che figata se sapessero la risposta.
Questa è la notte delle streghe e degli scheletri nell’armadio. :P

BUAHAHAHAHAHAHA!!
bè: sono un signore in queste cose.
d’altra parte però se scopriste che una persona ha passato 3gg a fare conti a mano, tipo commercialista in pieno 740, con la matita sull’orecchio, il sudore grondante e la bestemmia sulle labbra, per poi scoprire che il foglio di excel che doveva compilare fa i conti in automatico solo riempiendo alcune colonne “necessarie”, non le ridereste in faccia???
eh no, perchè poi sono io…
vado a finire di pulire il bagno.