memorie

faccio gente, vedo cose

20 January 2008

Le chat di tarda notte

pubblicato da Se alle 3:00

Pochi minuti fa sono tornata a casa dopo un concerto mentalmente nostalgico, ho acceso il computer, aperto Gmail per controllare la posta e ho pensato “chissà se c’è qualcuno connesso”.
E mi è tornato in mente di una notte, un anno e mezzo fa, quando, dopo un concerto, sono rimasta a casa del mio moroso; lui è andato a dormire subito, mentre io mi sono seduta al PC per calmare un po’ il cattivo umore (era stata una serata mentalmente stancate e fastidiosa), e per coltivare la mia sete di indipendenza da lui facendo qualcosa per conto mio. Ho trovato connesso quello che sarebbe diventato, nella mia mente, per quell’estate, il mio compagno di sbronze. Abbiamo parlato per quasi un ora e mezza.

Sono andata a cercare la chat nella cronologia, e l’ho trovata.

L’ho letta, e mi sono commossa. Perchè ricordo ogni cosa. Come mi sentivo arrabbiata, delusa e stanca. Come avevo voglia di divertirmi e di scappare dalla pesantezza che mi sentivo ogni momento addosso. Ricordo che mi sentivo come una bambina cattiva che disubbidisce ai genitori, stando a chattare con lui fino alle 3 e mezza. E che non mi importava, perchè era quello di cui avevo voglia e sete.

Ho passato un estate meravigliosa e dolorosa, quell’anno. Ho scoperto di avere un amico, e che non è così difficile e faticoso trovarne altri. Ho scoperto come si vive nel mondo senza avere sempre qualcuno che ti protegga. Ho sentito di voler perdere questa protezione perchè mi soffocava. Quell’estate, mi hanno tenuto a galla solo le nottate passate sul tetto di un supermercato, nei parchetti, nei garage sotterranei, nei pub per nottambuli. A prendere due birre alla volta in un bicchiere di plastica, che il locale sta per chiudere. A parlare a ruota libera per ore con una naturalezza che non sapevo di avere. A farmi scaricare a forza dalla macchina alle 4 del mattino, ubriaca, e a svegliarmi alle 8 per andare in laboratorio ancora ubriaca. Se non ci fosse stato questo, se questo amico non mi avesse allenato all’amicizia e al non aver paura della vita, se non mi fossi finalmente svegliata dal letargo, sarei ancora lì, senza evoluzioni, sempre uguale a me stessa, in un ruolo che non sentivo mio, insoddisfatta e spenta .

Tutto questo, l’ho letto nelle nostre parole di quella chat di tarda notte. Ho risentito il fermento che avevo nello stomaco. E mi sono commossa perchè mi mancano le nostre chattate così spontaneamente importanti (se volessi prendermi in giro, direi emo.. :) ), e mi manca qualcuno a cui aprirmi come facevo quell’estate, che mi mostri il libretto di istruzioni senza sapere di averlo.

Mi mancano le chat di tarda notte, o meglio, mi manca l’archetipo della serata passata a parlare del senso della vita senza accorgermene. Tutto qui. E, purtroppo, non è poco.

faccio gente, vedo cose

23 October 2007

Con questo post mi supero. No, anzi, supero chiunque

pubblicato da Se alle 1:50

nella categoria emo, intendo.

Un giorno un ragazzo mi ha regalato un forchettone di legno. Lo capisco solo ora, quanto fosse importante, quel gesto. E io, in quel momento, ne sono stata quasi infastidita, forse anche perchè stava cominciando il mio periodo di quindicenne.

Mi dispiace. Di averti deluso. Di aver cambiato i piani. Di aver buttato via senza pensarci il pensiero del futuro.

Ma non lo rinnego. Perchè mi sento più viva, ora, dopotutto. E ancora aspetto. Di tornare sulla terra sul serio. Ancora vago, mi struggo e non concludo granchè. Ma è sempre meglio che sentirsi in un body-bag che ti sta stretto, anche se in compagnia, senza avere nemmeno la curiosità di vedere se ce ne sono altri lì intorno, oltre al tuo.

Io mi sto allenando. Ad aprirlo, uscire e ritornare dentro. Credo sia questo il segreto. Non so e vorrò di nuovo qualcuno che mi regali un forchettone di legno. Forse mi basta qualcuno che mi porti un po’ di cioccolato e di musica.

le fotorobe

09 October 2007

gott mit uns!

pubblicato da ced alle 13:56

le fotorobe

19 July 2007

madame, monsieur… le jeux son fait…

pubblicato da ced alle 11:12

a perpertua memoria