stream of consciousness

faccio gente, vedo cose

02 October 2009

Una capatina di prova in questi luoghi da tempo non visitati.

pubblicato da Se alle 18:13

Riuscirò a ricominciare l’assemblaggio dei pezzi solo quando rimetterò in funzione il mio iPod. Quando farò quel che fa Billy Idol e non quel che fa Liv Tyler. Ora ho una bici e un catenaccio. In mezz’ora posso raggiungere qualsiasi luogo.

Mi aspetta un weekend normale, in fondo, ma io lo vedo come il più tranquillo da un bel pezzo. Andrò a vedere la storia dammmOre con i paradossi temporali, dormirò fino a tardi, farò millemila lavatrici e cercherò di dedicarmi al cinema di qualità invece che al trash pop e al feed reader.

In un altra nazione ci saranno quattro amici al bar, in odore di omicidio o di pacche sulle spalle, non saprei dire. Non so nemmeno cosa sperare, a dire il vero. Vorrei solo far evolvere con uno schiocco di dita certe componenti della mia vita, e certe della vita di altri, per gustarmi un po’ di vecchiaia.

Ho recuperato qualcosa, negli ultimi 7 giorni, che credevo di non volere nemmeno più. Invece sono felice, e sono felice di esserne felice. Altro l’ho messo a punto nelle ultime settimane, con solo un minimo di istruzioni e di bicarbonato. Continuerà a funzionare? Avrò davvero disinserito la funzione centrifuga? O forse sarà proprio quello a fregarmi?

Non esistono fatti, solo interpretazioni, dice Nietzsche. Forse, ancora una volta, è solo questione di insiemi, di sottoinsiemi e, soprattutto, di sistemi di riferimento. Se io mi sento fermo, ma tu mi vedi in movimento, beh, credo non ci sia null’altro da tentare.

faccio gente, vedo cose

16 January 2008

Metapost, metapensieri, metascrittura. Come al solito.

pubblicato da Se alle 0:15

Sapete perché non scrivo? Perché ho pensieri ossessivi, e niente di interessante da analizzare, interiorizzare e metaforizzare. Dawson’s creek si è dissolta così, in un battere di ciglia, e io nemmeno lo sapevo.
E, sapete, alla fine mi manca.
Perché almeno, nella sofferenza mi sentivo eroica, speciale.
Poi.
Mi sono stancata di essere nostalgica. Cioè, di essere solo nostalgica. Vorrei un po’ di sentimenti nuovi.

O forse, vorrei una di quelle chiacchierate infinite. Quelle in cui ogni parola è al suo posto, gli argomenti sono quelli giusti e senti che ci sei tu in ogni cosa che dici. Che sei davvero tu a dirle. Che le dici perché sono loro, le parole, ed è quello, il modo di dirle, e non importa chi è la persona che ti sta ascoltando, ma solo il fatto che stia capendo tutto, perfettamente.
Qualcosa di simile l’ho provato giovedì scorso. Con una persona con cui non avevo mai parlato prima. Abbiamo parlato di libri. Di come scrivere e di quale sia il punto, nello scrivere. Di cosa fa di un libro o un racconto qualcosa di valido. Il chiacchierare è durato poco, purtroppo, perché io sarei rimasta a parlare per ore. Avevo sentito la scintilla in me, e volevo coltivarla.
Vabbè, alla prossima, mi dico. Ne sei ancora capace, ragazza. Non hai più il compagno di sbronze con cui andare a vagabondare sui tetti dei supermercati, né la sorella con cui parlare involontariamente fino alle 5 del mattino. Non hai più il compagno di vita con cui fonderti, né l’adolescenza rinata che ti fa sentire ogni cosa al parossismo. Ma hai ancora le antenne. Vedi ancora il mondo e le persone, e sai accenderti al momento giusto. Forse un po’ meno spesso di prima, ma ci riesci.

Attendo con ansia l’episodio pilota. Va bene anche uno spin-off, basta che sia un pilota. Niente cambio di attori per lo stesso personaggio, però, mi raccomando, che qui non siamo mica in una bieca soap-opera. Accetto autocandidature, soggetti o sceneggiature, ma il regista qui sono io, ricordatelo. Regista e attore protagonista. Io decido. Io penso. Io vivo.
E tutti voi siete solo il mio mondo, e il mio specchio.

Grazie per l’attenzione, e buona notte.

faccio gente, vedo cose

29 December 2007

Scrivo con una mano e mezzo

pubblicato da Se alle 23:13

Non che sia difficile. Dopotutto della mano sinistra per digitare ho sempre solo usato pollice, indice e medio, e solo per le lettere prima della R, della D e della C. Non una gamma così alta da gestire con un dito in meno, quindi. Poi ho notato che con una parcentuale di moncaggine ho perso quasi del tutto l’abitudine agli errori di battitura in chat. Ah, che manna dal, cielo, questo dito malato!

…vabbè, comuque.

Sono in un sabato sera di eremitaggine autoinflitta. Perchè? Boh.

Solo, non avevo voglia di uscire per i motivi giusti, quindi ho deciso di fare l’adulta, per una volta, e di starmene a casina mia a guardare la seconda serie di Heroes. E a leggere. E ad ascoltare un po’ di musica che aspetta di essere testata. Magari anche a cercare i Best of dei video musicali del 2007.

Perchè mi sono stancata di uscire sperando in una serata speciale che non arriverà. No, non offendetevi, voi che leggete e con cui mi intrattengo ultimamente. Non è colpa vostra, anzi! Non mi siete venuti a noia, non mi avete fatto nessun torto, mi piacete ancora. È che ho sete di altro. Non so nemmeno di cosa, esattamente.

Si, e cosa credi, che imbozzolandoti ti arrivi questo sconosciuto qualcosa dal cielo? mi direte…

No, no, calma!! Non aspetto niente!! Ho solo capito di dover cambiare un po’ la gestione del mio tempo. Di dover fare certe cose solo se davvero ne ho voglia, e non per la speranza di passare una serata che mi riempia, che mi faccia andare a letto serena e sognatrice. Perchè ne ho avuti tanti nell’ultimo anno, di questi momenti in cui mi sono sentita bella, geniale e onnipotente. Ma è stato così perchè avevo bisogno di gente intorno, di discorsi sul nulla e sui massimi sistemi, di birra e di risate per sentirmi appagata.

Ora ho solo il desiderio di essere presa tra le braccia e tenuta stretta. Per un tempo indefinito. Come se fosse una necessità. Come se fossi un neonato.