tibet

faccio gente, vedo cose

18 May 2008

Un’altra casa

pubblicato da Se alle 19:29

Avevo dimenticato quanto quella casa mi trasmettesse serenità.

Inaspettatamente, alle 9 del mattino, al cellulare lasciato per sbaglio acceso durate la notte è arrivato l’invito di una giornata a far nulla in montagna. Dopo essere andata a dormire alle 4, mi sono ritrovata sveglia e di ottimo umore. Finalmente.

Ho messo in borsa L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani di Umberto Galimberti e l’ultimo numero di Vanity Fair. Ho lasciato gli occhiali da sole perchè di sole non se ne vedeva, in giro. Ho preso la pastiglia giornaliera di antistaminico e son partita.

Era quasi un anno che non tornavo, escludendo due settimane fa, in cui stavo maluccio e non mi sono goduta la giornata per nulla. Sono partita senza aspettative ne pregiudizi, come una volta.

Tutto è stato come lo ricordavo. I libri. Il camino. Il pranzo a caso. Il non programmare nulla. Il dormire sul divano nell’entrata. Il tempo che sembra non passare. Il feeling. Le sdraio. I tomentoni che nascono e si spengono in una giornata. Era tanto che non mi sentivo così tranquilla e in pace.

Mi sono sentita di nuovo come un anno fa. Quando non avevo problemi a manifestare il mio entusiasmo, a far vedere che mi stavo divertendo, che stavo bene, che ero felice di trovarmi lì, con un amico, ognuno nel proprio tibet, a dirci 10 parole in un ora, ognuno immerso nel proprio libro, consapevoli della presenza dell’altro e sapendo di non doverne tenere conto, se non nel momento in cui avremmo voluto tenerne conto.

Quella casa farà sempre parte della mia mitologia. Sarà uno di quei posti a cui tutto si ricollega, anche se in 8 anni non ci avro passato più di 30 giorni in totale. Come se fosse il posto in cui mi ricarico, in cui devo soggiornare ogni tanto per metter a tacere tutti i fantasmi per poter poi tornare nel mondo reale di nuovo in grado di gestirmi. Qualche ora nel mio eremo preferito, e potrò posporre per qualche giorno, o magari eliminare, il momento del crollo.

Era esattamente quello che mi serviva, ieri. Anche se non lo sapevi, e anche se in un certo senso te l’ho già detto, grazie.